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Debora Vivarelli Open di Repubblica Ceca 2018La grande soddisfazione e l’emozione per aver conquistato il migliore risultato della sua carriera emergono pienamente dal tono della voce di Debora Vivarelli, che da Lagos commenta la semifinale raggiunta nel singolare del Challenge Plus Nigeria Open.

«Faccio ancora fatica a esprimere ciò che sto provando - racconta la 26enne appianese  - . Questa notte mi sono addormentata alle 1 e alle 6,30 ero in piedi. Dopo la conclusione degli European Games di Minsk, mi sono concessa solo una decina di giorni di riposo e a luglio ho ripreso subito la preparazione. Questo è un anno importante, c’è in ballo la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e qualsiasi momento in più di allenamento può essere fondamentale. La stagione passata è stata per me difficile da molti punti di vista e sono contenta che sia terminata. Ho resettato tutto e ricominciato da zero e si è visto  che ora sono più libera di testa e posso concentrarmi soltanto sul gioco. Qui in Nigeria è venuto fuori anche il lavoro che avevo svolto l’anno scorso e che allora non si era potuto apprezzare. Sono arrivata qui pronta e, avendo già disputato il torneo del 2018, sapevo cosa aspettarmi in termini di condizioni ambientali. Ho ricevuto molto tifo dalla gente locale e questo aspetto mi ha aiutato, dal momento che ero da sola, senza allenatore. Sentire qualche incoraggiamento dalla tribuna mi ha veramente rincuorato».  

I riscontri agonistici sono stati senza dubbio positivi:«Ho giocato partita per partita e nella prima sapevo che non avrei dovuto sottovalutare la nigeriana Ajoke Ojomu.  Ho vinto per 4-1 e negli ottavi ho affrontato l’egiziana Farah Abdel-Aziz, che conosco come un’atleta ostica e molto regolare. Nel primo set ho avuto un avvio negativo e sono riuscita lo stesso a portarlo a casa. Anche il secondo è stato impegnativo per il dispendio mentale. Alla fine ho prevalso per 4-1 e una volta nei quarti avevo raggiunto l’obiettivo minimo e da lì in poi avrei potuto essere più libera da condizionamenti».

Ecco dunque l’impresa ai danni della slovacca Barbora Balazova, testa di serie numero 1. «Sono andata in campo - ricorda - senza troppi pensieri, per divertirmi. Nelle ultime sfide ho veramente avuto poche chance contro di lei, che è mancina, ha la palla pesante e gioca con molti effetti. In questa occasione mi sono resa conto che soffriva un po’ i miei servizi. Sono scattata a razzo e sul 3-0 ho commesso l’errore di guardare il punteggio. Lei ne ha approfittato per aggiudicarsi il quarto parziale. Nel quinto mi sono ripresa e sono salita 10-6, con quattro match-point. Mi ha annullato i primi tre e ho pensato che se non avessi chiuso si sarebbe messa male. Ho preso coraggio e sul suo servizio ho flippato, ottenendo il punto che mancava. Alla fine ho pianto per un’ora per la felicità e ho chiamato casa, erano tutti contentissimi».

Contro la russa Yana Noskova, numero 4 del seeding, Debora non si è accontentata:«La conosco benissimo, perché abbiamo fatto tutta l’attività giovanile assieme. Devo averla battuta solo la prima volta che ci siamo affrontate, a un Safir Under 12 all’Open di Svezia. Per il resto ha sempre prevalso lei. Sono entrata tranquilla e nel primo set ero avanti, mi ha recuperata e ho ceduto ai vantaggi. Ho perso il secondo abbastanza nettamente. Ho cambiato qualcosa nei miei schemi e sono stata più aggressiva in risposta, conquistando il terzo e il quarto parziale e riportandomi in parità. Anche negli ultimi due, nei quali ha avuto la meglio Yana, mi sono piaciuta, complessivamente ritengo di non aver mai giocato così bene. Sono contenta perché non ho mollato e ho lottato punto su punto, anche quando ero sotto, fino alla fine. Rimane un po’ di amaro in bocca, ma non posso dirmi delusa o arrabbiata. Spero che questo sia solo un punto di partenza. Questa sera partirò alla volta della Bulgaria, dove mi raggiungeranno i compagni. Da martedì saremo in gara a Panagyurishte. Dedico questo risultato alla mia famiglia, al mio allenatore Jason Luini e al Centro Sportivo Esercito, che ormai mi sostiene da tre anni e del quale sono felice di far parte, e a tutta la Federazione».

A Lagos la finale è stata tutta russa, con la favorita Polina Mikhailova, n. 2, che è risalita da 0-3 e si è imposta per 4-3 (6-11, 6-11, 6-11, 11-8, 11-3, 15-13, 15-13) su Noskova, che nel set decisivo non ha sfruttato tre match-point.

Nel singolare maschile il nigeriano Quadri Aruna, n. 1, ha bissato il titolo dello scorso anno, piegando per 4-2 (15-13, 11-3, 8-11, 11-6, 10-12, 11-1) l’austriaco Robert Gardos.

Nei doppi il belga Cedric Nuytinck e il francese Quentin Robinot, n. 1, hanno regolato per 3-0 (11-7, 11-9, 12-10) i nigeriani Olajide Omotayo e Segun Toriola, n. 5, e le russe Mikhailova e Noskova, n. 2, hanno avuto la meglio per 3-2 (11-8, 11-5, 9-11, 11-13, 11-7) sulle croate Ida Jazbec e Ivana Malobabic.