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Matteo Mutti con Andrea Puppo e Lorenzo NannoniAppena vinta la medaglia d'argento al Top 10 Europeo Giovanile di Vila Real, c'è comprensibile soddisfazione nelle parole di Matteo Mutti, per la conquista di un risultato che lo conferma nell'elite del pongismo continentale juniores. «Mi ero preparato bene per questa gara - spiega il mantovano - che è una delle più complesse del calendario, dovendo affrontare in soli tre giorni tutti e nove gli avversari presenti. Impegnativo fare dei pronostici e a posteriori posso dire di essere anche andato al di là delle mie aspettative, perché ogni volta dall'altra parte della retina mi sono trovato un atleta forte e ho dovuto impegnarmi al massimo. Complessivamente ritengo di avere giocato bene. Questo podio mi ha regalato una grande emozione  e sono veramente felice di avere ottenuto sette vittorie, anche piuttosto agevolmente. Peccato per i match persi contro i romeni Cristian Pletea e Rares Sipos, ma obiettivamente erano entrambi molto difficili da battere».

Il tecnico Lorenzo Nannoni ha guidato in panchina il giovane azzurro:«Sono contento per lui. Per come si erano messe le cose a un certo momento, si sarebbe anche potuto sognare di vincere il torneo, però bisogna essere onesti e ammettere che sia Pletea ieri sia Sipos oggi hanno giocato troppo bene e hanno sbagliato troppo poco. Matteo ha dovuto comunque fronteggiare una concorrenza spaventosa, perché, è vero che mancavano il greco Sgouropoulos, lo svedese Moregard e il francese De Nodrest, però fra i partecipanti c'erano pongisti ostici ai massimi livelli. Con alcuni aveva solo da perdere e li ha messi sotto alla grande. È stato molto bravo e ha ottenuto un grande risultato».

L'Italia era rappresentata in Portogallo anche dal cadetto Andrea Puppo, che ha chiuso al nono posto:«Questa per me è stata una bellissima esperienza, perché giocare con i migliori d'Europa è sempre speciale. L'obiettivo iniziale era di esserci. In campo non è andata come speravo, purtroppo ho perso quattro partite per 4-3, contro il ceco Belik, il belga Rassenfosse, il campione continentale polacco Kubik e il francese Rakotoarimanana. In quest'ultimo caso c'è maggior dispiacere, perché stavo conducendo per 3-0. Ogni gara mi è comunque servita e nei prossimi anni farò il possibile per tornare a disputare questa manifestazione fra gli juniores».